James Wylie Lost Cities Ensemble con Ziad Rajab "The darkest of winter nights"

ITA
La più oscura delle notti d'inverno.

Stiamo dormendo e chiunque provi a svegliarsi si trova avvolto nella più oscura delle notti d'inverno.

A volte è bellissima, a volte orribile e quasi sempre è triste.

L'assenza di luce la rende fredda e siamo incapaci di vedere il bagliore gli uni negli altri. Le anime più coraggiose tra noi aprono gli occhi e si guardano attorno, strette tra loro, in attesa. Cercano segni dell'arrivo della primavera. Quando arriverà? I pieni di speranza si siedono vicino e passano la notte cantandosi canzoni. Cantano di freddi lunghi inverni, condividendo le proprie difficoltà e dandosi reciprocamente forza.

Cantano della promessa della primavera, che arriverà e darà vita a un mondo nuovo, portando luce e comprensione - un mondo che non sarà figlio della paura.

Al limite del mondo che conosciamo si erge un'alta montagna. Guardiamo la sua cima innevata alla ricerca dei primi raggi di luce e di segnali di cambiamento. Sebbene sia anche la compagna dell'inverno, portando insieme a lui la durezza e interminabili tempeste, la montagna è anche un simbolo di speranza e stabilità e di ciò che tiene insieme questa fragile comunità.

Quando emerge la luce le stagioni cambiano e la vita diventa più facile. Persino i dormienti tra noi si mettono seduti e fanno correre lo sguardo, sorridono e si salutano l'un l'altro. Quel che segue sono celebrazioni indescrivibili, musica e danza che inseguono in volo lo spirito a grandi altezze.

(Oltre la montagna giace un mondo sconosciuto - forse proprio come il nostro. Anche lì le stagioni sono cambiate e la notte è calata su di esse. Ormai fredde, anche queste persone aspettano, osservando la montagna dall'altro lato. Come noi, queste persone non conoscono nessun altro luogo, nessun'altra vita e credono di essere sole nel loro dolore.)

Quando la luce cresce e brilla sopra di noi, le ore scorrono nei giorni, i giorni nelle settimane, e la terra comincia a indurirsi e a stancarsi. Dobbiamo cercare riparo nell'ombra per riposare. Le settimane scorrono nei mesi, i mesi negli anni. Ancora bisognosi di conforto ci volgiamo alla montagna, alla ricerca di un segnale.

Col tempo, ancora una volta, la luce svanirà e la terra diverrà immobile.

Ci sono alcuni di noi che si ricordano di un tempo in cui sedevamo senza luce, perduti, in attesa. Costoro ci confortano e si rammentano l'un l'altro di vegliare sopra quelli di noi che potrebbero ancora cadere addormentati. Essi non perdono la speranza poiché sanno che, così come la ruota che gira, anche la primavera brillerà di nuovo da dietro la montagna, portando con essa il calore e la vita.

ENG
The darkest of winter nights.

We are asleep and whoever tries to wake finds himself engulfed in the darkest of winter nights.

It is sometimes beautiful, sometimes ugly and almost always a little sad.

The absence of light makes it cold and we are unable to see the radiance in one another. The bravest souls among us open their eyes and look around, huddled, waiting. They search for signs of the arrival of spring. When will it come? He hopeful among us sit close and pass the night singing songs to one another. They sing of cold long winters sharing their difficulties and giving each other strength.

They sing of the promise of the spring which will come and give birth to a new world, bringing light and understanding - a world not born of fear.

At the edge of our known world stands a high mountain. We watch the snowy peak for the first rays of light and signs of change. Although also the bearer of winter, bringing with it its hardship and unending storms, the mountain is also a symbol of hope and stability and that which holds this fragile community together.

As the light emerges the seasons change and life becomes easier. Even the sleepers among us sit up and run their eyes, smile and greet one another. What follows are indescribable celebrations, music and dance which trace the flight of the spirit to great heights.

(Beyond the mountain mountain lies an unknown world - perhaps just like ours. There too the seasons have changed and night falls upon it. Growing cold, these people also wait, watching the mountain from the other side. Like us, these people know no other place, no other life and believe that they are alone in their troubles.)

As the light swells and glows upon us, hours flow into days into weeks and the earth begins to harden and grown tired. We must seek shade to rest. Weeks flow into months into years. Again in need of relief we turn to the mountain, looking for a sign.

In time, again, the light fades and the land grows still.

There are some of us who remember a time when without light we sat, lost, waiting. They reassure us and remind each other to be vigilant, to gather together and to watch over those who may again fall asleep. They do not lose hope as they know that, like the wheel which turns, spring will again glow from behind the mountain bringing with it warmth and life.

James Wylie: Kamancheh-Sax
Nikos Paraoulakis: Ney
Ziad Rajab: Voce, Oud
Iliktra Miliadou: Viola da Gamba
Thymios Atzakas: Lafta
Nikos Varelas: Percussioni
Alexandros Rizopoulos: Percussioni
Fausto Sierakowski: Sax